Chi sono i radioamatori
- 25 mag
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 13 ago

Radioamatori si diventa semplicemente per interesse e per passione.
Formalmente
Si diventa Radioamatori conseguendo la Patente per l'esercizio di Stazione dopo aver superato gli esami al ministero, con la Patente si chiede, sempre al ministero, di ottenere il Nominativo (o Call sign) e quindi l'Autorizzazione Generale ( AG ) per poter esercitare. Il Nominativo ci rende unici al mondo e sempre identificabili.
Il servizio di radioamatore non è un'attività lasciata al caso: lo Stato riserva ai radioamatori porzioni di spettro radioelettrico
riconoscendo nella nostra attività un valore che va oltre la sfera personale. Chi ottiene la patente e il nominativo si impegna a
mantenere vive competenze tecniche e operative che, in caso di necessità, diventano una risorsa concreta per la collettività - dalle comunicazioni di emergenza durante le calamità, quando le reti tradizionali sono fuori uso, alla sperimentazione che ha spesso anticipato tecnologie poi diventate di uso comune.
Non è un caso che Guglielmo Marconi in persona sia stato Presidente Onorario della nostra Associazione dalla sua fondazione, nel 1927, fino alla morte: la storia della radio in Italia e quella dei radioamatori sono nate intrecciate.
l'ARI fu eretta a Ente Morale nel 1950 con decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
Le tante anime di una stessa comunità
Dietro ogni nominativo si nasconde una motivazione diversa, ed è questa varietà a fare la ricchezza delle nostre sezioni:
Lo sperimentatore tecnico - costruisce apparati, progetta antenne, studia la propagazione; per lui l'etere è un laboratorio permanente.
L'operatore d'emergenza - tiene pronta la propria stazione per essere utile quando serve davvero, in collaborazione con la Protezione Civile.
Il cacciatore di contatti (DXer) - insegue il collegamento più lontano o più raro, in una sfida continua fatta di tecnica e pazienza.
Il cultore della tradizione - mantiene viva la telegrafia in codice Morse e la cultura tecnica di un secolo di storia.
Il divulgatore - porta il radiantismo nelle scuole, avvicinando i giovani alle materie STEM.
Il costruttore di relazioni - trova il fascino nell'incontro umano: culture diverse, amicizie nate da un semplice "CQ" lanciato nell'etere.
Lo sportivo - trova nella sfida all'ultimo punto in classifica la sua passione per i "Contest", vere e proprie gare a chi realizza il maggior numero di collegamenti in un tempo stabilito.
Nessuna di queste anime esclude le altre: la maggior parte dei radioamatori si riconosce in più di una, e proprio questa pluralità di interessi, tenuta insieme dalla stessa etica del servizio, rende la nostra comunità così viva.
Una comunità senza confini
Il radiantismo è per natura un'attività internazionale: le onde radio non conoscono frontiere, e le stesse regole che la disciplinano sono definite a livello globale.
È l'ITU (International Telecommunication Union), l'agenzia dell'ONU per le telecomunicazioni con sede a Ginevra, a stabilire nelle sue conferenze mondiali quali frequenze sono riservate al servizio di radioamatore in ogni angolo del pianeta.
A tutelare i nostri interessi in quelle sedi, e a rappresentare i radioamatori di tutto il mondo, è la IARU (International Amateur Radio Union), con sede a Newington, nel Connecticut (USA), l'organizzazione internazionale di cui l'ARI è socio per l'Italia. Fare radio significa quindi entrare a far parte di una comunità che si estende ben oltre i confini nazionali: la stessa passione, le stesse regole, la stessa etica del servizio, condivise da milioni di operatori in tutto il mondo.
Personaggi noti e famosi appartenenti alla comunità radioamatoriale mondiale:
Giuseppe Zamberletti - I0ZME - padre della Protezione Civile italiana. Fu lui a volere l'ARI nelle Prefetture.
Re Hussein di Giordania- JY1 - Radioamatore attivissimo, con QSL card dotata di sigillo reale.
Marlon Brando - FO5GJ - Operava dalla sua isola privata in Polinesia
Francesco Cossiga I0FCG Presidente della Repubblica telegrafista
Rajiv Gandhi - VU2RG - ex Primo Ministro indiano - Nominativo oggi usato in sua memoria da un radio club.
La moglie Sonia (vicentina) - VU2SON.
Ambrogio Fogar -I2NSF- Navigatore Esploratore italiano.
Padre Massimiliano Kolbe - SP3RN.
Ten. Colonnello Luca Parmitano - Astronauta italiano - KF5KDP - (IR0ISS il Call della Stazione Internazionale)
Capitano Samantha Cristoforetti, astronauta ESA IZ0UDF - IR0ISS (Aeronautica Militare, congedata nel 2019)
Re Juan Carlos di Spagna - EA0JC
Principe Yousuf Al-Sabah, Kuwait - 9K2CS
Qaboos Bin Said Al-Said, Sultano dell' Oman - A41AA
Bhumiphol Adulayadej, Re della Tailandia - HS1A
Joe Walsh, chitarrista degli Eagles - WB6ACU
"Sono totalmente dentro le attività, nominativo WB6ACU. Ho preso la licenza da principiante nel 1961 e sono radioamatore da allora," ha dichiarato lui stesso. Possiede una licenza di Amateur Extra Class (la più alta negli USA) ed è un membro a vita dell'ARRL e un sostenitore storico, tanto da aver girato spot promozionali ufficiali per l'associazione statunitense.
È inoltre noto per aver inserito messaggi in codice Morse in alcune sue canzoni.
E se vi state chiedendo se valga la pena provare: tra i radioamatori di ieri e di oggi ci sono un re di Giordania, un Premio Oscar, un chitarrista degli Eagles e persino un:
Joseph Taylor Premio Nobel per la Fisica - K1JT - che oltre a scoprire una pulsar binaria ha anche inventato l'FT8, uno dei modi digitali più usati al mondo.
La lista dei radioamatori illustri è lunga e potrebbe sorprendervi ancora.



